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Realizzazione del Progetto

 
Il progetto di trascrizione del manoscritto è stato realizzato grazie all’azione congiunta del gruppo di lavoro costituitosi presso la Sezione di Slavistica del Dipartimento di Lingue e letterature anglo-germaniche e slave dell’Università di Padova, lead partner del progetto (Responsabile: Rosanna Benacchio) e da quello costituitosi presso l’Institut za hrvatski jezik i jezikoslovlje partner PAO (Paesi Adriatici Orientali) del progetto (Referente: Nada Vajs).
Il gruppo di Padova che si è occupato della trascrizione del manoscritto era costituito, oltre che da Rosanna Benacchio, da Han Steenwijk (a cui è spettata l’organizzazione della codifica TEI del manoscritto ed il controllo a livello informatico della correttezza della trascrizione dell’intero testo) e da Alessandra Andolfo (che ha digitalizzato la parte italiana del vocabolario).
A Zagabria il gruppo era costituito, oltre che da Nada Vajs, da Željko Jozić (che, assieme a Nada Vajs, ha digitalizzato il testo croato) e da Sanja Perić Gavrančić (che ha digitalizzato il testo latino). In una prima fase del lavoro avevano collaborato alla digitalizzazione del testo croato anche Ivana Franić e Zrenka Meštrović.
Completata, nel corso dei tre anni di durata del progetto, la trascrizione (e la correzione) dell’intero Vocabolario, si è giunti al momento della pubblicazione on line dell’opera, ossia alla pubblicazione della fotografia del manoscritto e della sua trascrizione, tramite interfaccia di interrogazione. In quest’ultima fase ci siamo avvalsi della collaborazione del centro Signum della Scuola Normale Superiore di Pisa, specializzato in ricerche informatiche per le discipline umanistiche e che ha al suo attivo, tra l’altro, la pubblicazione digitale della prima edizione (1612) del Vocabolario degli Accademici della Crusca. Il centro Signum ha elaborato per il nostro progetto un’applicazione web, che rappresenta l’evoluzione di quella creata, appunto, per il suddetto vocabolario. A parte l’affinità metodologica (anche per l’edizione elettronica del Vocabolario della Crusca era stato utilizzata la codifica TEI), esiste anche un forte legame contenutistico fra quel vocabolario e il nostro: è infatti assodato che il Tanzlingher, a suo tempo, nel redigere la parte italiana del suo dizionario si basò in larga misura sul Vocabolario della Crusca (probabilmente sulla seconda edizione, del 1623).